In generale

E’ il più antico materiale da costruzione, una risorsa rinnovabile ed inesauribile. Leggero, flessibile, capace di emanare sensazione di calore ed accoglienza. Il legno è una materia “viva”, la sua struttura viene modificata dagli agenti esterni a cui viene sottoposto: la luce solare, la temperatura, l’umidità, l’utilizzo quotidiano. Amare il legno significa comprendere ed apprezzare che questa materia naturale non presenta le caratteristiche di uniformità di colore e di aspetto estetico di un pavimento sintetico, per questo motivo un campione costituito da pochi listoni può dare solamente un’idea di massima ma non l’esatto risultato estetico finale.

 

Colore e aspetto estetico

Il colore della medesima specie legnosa può presentarsi anche con una forte variabilità delle proprie caratteristiche. Con il passare del tempo l’esposizione all’aria e alla luce conduce a variazioni di colore più o meno marcate e ad uniformarsi anche secondo la specie legnosa e alla finitura della stessa. Generalmente le specie tropicali per loro natura sono particolarmente soggette a tali variazioni (esempi: Iroko, Doussiè, Afrormosia, Teak).

 

Formati e selezioni

In base alla selezione del legno possono essere più o meno presenti fibrature dritte, oblique, nodi e spaccature stuccate e non, fiammature, specchiature, alburno, macchie e fori. Questi tratti estetici vengono considerati come elementi di naturalezza e pregio del legno in ogni caso non compromettenti per l’impiego. Più le dimensioni del formato sono grandi maggiore è la difficoltà di selezionarlo. Inoltre nei grandi formati possono essere più accentuate le variazioni dimensionali e le fessurazioni nel tempo, in particolare nel casi di eccessiva secchezza o umidità ambientale.

 

Lavorazioni

Tutti i pavimenti in legno, in particolar modo quelli artigianali, presentano particolari varietà di forma e di aspetto tipiche del legno, le differenze rilevabili tra tavola e tavola o anche all’interno della singolo pezzo di legno, come per esempio la planarità delle superfici, la rugosità, o la tonalità di colore costituiscono l’elemento di pregio del prodotto.

  

Condizioni  ambientali

Per attenuare le inevitabili variazioni dimensionali e/o fessurazioni è necessario:

– mantenere la temperatura ambientale a circa 18°C, nel caso di pavimenti riscaldanti va mantenuta una temperatura dell’acqua in mandata dalla caldaia di 28/30°C rispettando il limite di temperatura superficiale della pavimentazione di 26°C, con una ripartizione delle tubazioni dell’impianto e uno spessore del massetto tale da consentire una ripartizione più omogenea possibile del calore sulla superficie.

– mantenere un livello di umidità relativa nell’aria compreso tra il 45% e il 65%, considerata tra l’altro condizione ottimale anche per la salute dell’uomo.

– nel caso in cui i locali non siano abitati  si consiglia di tenere la temperatura ambientale a 15°/16° in quanto non essendoci scambio di areazione e/o di umidità (umidità corporea, uso doccia, vapori cucina, areazione esterna, ecc.) l’ambiente potrebbe arrivare a condizioni di umidità relativa nell’aria critiche per la stabilità del legno

– per assicurare il rispetto delle condizioni indicate talvolta potrebbe essere necessario ricorrere a sistemi di umidificazione o deumidificazione dell’aria.

 

Procedura comportamentale accensione riscaldamento a pavimento prima e dopo la posa del parquet 

Preparazione alla posa:

procedere alla prima accensione dell’impianto una volta  trascorso un periodo di almeno 21 giorni dalla posa del massetto in cemento o in conformità alle istruzioni del produttore. Questo processo viene eseguito allo scopo di asciugare i massetti dall’umidità ed evitare successivi collassi e fessurazioni, favorendo così la buona riuscita delle successive lavorazioni.

Si consiglia i seguenti step per la prima accensione:

– accensione impianto ad una temperatura di mandata dell’acqua dalla caldaia compresa tra i 20°C e 25°C, che deve essere mantenuta per almeno 3 giorni.

– aumentare la temperatura di mandata dalla caldaia gradualmente di 5°C al giorno per 3/4 giorni.

– arrivare ad una temperatura shock di mandata dalla caldaia di circa 40°C da mantenere per almeno 3 giorni.

diminuire di 5°C al giorno fino alla temperatura di mandata di 20/25°C

Posa:

– nei mesi estivi: si può spegnere l’impianto ed eseguire la posa.

– nei mesi invernali: si procede alla posa con riscaldamento acceso e temperatura di alimentazione dalla caldaia compresa tra i 20/25°C.

Accensioni post posa:

– accensione impianto con temperatura di mandata dalla caldaia di 24°C, mantenere per 3 giorni

– aumentare la temperatura di mandata dalla caldaia a 28°C, mantenere per 3 giorni

– aumentare la temperatura di mandata massima dalla caldaia a 30°C con impostazione della temperatura interna massima di 18/20°C.

 

Pulizia e manutenzione

Si consiglia l’utilizzo di uno zerbino all’ingresso per evitare di portare in casa sassolini e materiale abrasivo in modo da preservare più a lungo la durata del pavimento.

Pulizia ordinaria: è sufficiente aspirare il pavimento con l’apposito beccuccio da parquet e pulirlo con un panno inumidito in acqua tiepida.

Pulizia profonda: aspirare il pavimento con l’apposito beccuccio da parquet e pulirlo con un panno inumidito in acqua tiepida miscelata a un prodotto specifico per la pulizia del parquet oliato o verniciato.

Manutenzione:

– nel caso dei pavimenti verniciati non è necessario l’utilizzo di prodotti di manutenzione.

– nel caso dei pavimenti oliati consigliamo vivamente l’utilizzo di prodotti di nutrimento, ne esistono diversi tipi, alcuni si possono diluire in acqua e stendere con un panno inumidito nella soluzione mentre altri, talvolta a base oliosa,  vanno stesi puri, sarà nostra cura consigliarvi il prodotto migliore in base al trattamento scelto.

Da evitare:

– l’utilizzo di solventi, detergenti aggressivi o ammoniaca che ne possono compromettere la luminosità e concorrere a reazioni più o meno marcate a seconda della specie legnosa.

– l’utilizzo di nastro adesivo sulle finiture in quanto potrebbe danneggiare la superficie delle stesse

SPECIE LEGNOSE

Abete

Acacia

Acero

Afrormosia*

Amazoukè*

Angelim Amargoso*

Castagno

Cabreuva Incenso**

Cedro del Libano

Ciliegio

Cirmolo

Cumaru*

Doussiè

Faggio

Frassino

Frassino Termico*

Garapà

Guarea*

Guatambu evaporato (Cabreuva Dorada)**

Ipè

Iroko

Jatobà*

Larice

Larice termico

Merba

Mecrusse**

Mogano

Movingui*

Muhuhu**

Mutenye

Noce Americano

Noce Canaletto

Noce Europeo

Olivo

Olivo Zebrano*

Olmo

Padouk**

Panga Panga*

Pero

Pino Laricio

Rovere/Quercia (Quercus Robur/Petrae)

Rovere/Quercia Termico

Tauari Champagne*

Teak Africa

Teak Asia

Teak Burma

Wallab

Wengè

Yesquero**

 

Legni di recupero e prima patina

Abete

Castagno

Gattice

Larice

Olmo

Rovere/Quercia (Quercus Robur/Petrae)

 

Reperibilità del materiale

nessun asterisco                        alta

*                                               media

**                                              bassa